martedì 13 ottobre 2020

Gli sfoghi della triglia

L’allerta meteo

“Piove, Governo ladro!” Mi venne da di’ un giorno mentre facevo una perizia ar porto, in Darsena Toscana, quando sentii sgocciolà sulla testa de’ goccioloni di pioggia. Pell’appunto c’era lì davanti a me un finanziere della Guardia di Finanza della ‘Aserma “Tullio Santini” e m’aveva sentito. Mia che l’avessi detto sottovoce, un era mia una ‘osa da rimpiattà… volevo fa la battuta. De’! Un l’avessi mai detto!
“Ma perché? – Si risentì lui, indispettito. – Chiove e tu dai la colpa al Governo… ma cosa c’entra il Governo?”
Come se quer modo di di’ offendesse l’autorità dello Stato che lui pareva difende a spada tratta anche di fronte a una burletta come quella che avevo detto io.

“Opperché t’è venuto a mente vesto episodio?” Mi domanderete voi. Ma perché ho bisogno di sfogammi e l’argomento è, pellappunto, ir meteo o meglio, l’allerta meteo.
L’altra sera t’inviò a piove come diolamanda: furmini, toni, un popò di vento che sembrava volesse sradià l’arberi e, tanto per un fassi mancà nulla, anche varche chicco di grandine: pareva ir finimondo! Io e la mi’ moglie ci si mise a tavola ma ir rumore der fortunale (a proposito: mi garberebbe ‘apì come un temporale diosì possa avé a che fa’ colla fortuna, boh!) ci faceva arzà da tavola per affacciacci sur terrazzo e vedè cosa succedeva. Ner frattempo siamo andati a cercà una lampadina a pile, tante vorte andasse via la luce, un si sa mai, è poi s’è continuato a cenà.
Dieci minuti, eh? Un è mìa durato di più, quer popò di temporale, ma io e la mi’ moglie un po’ di struggimento s’è avuto; forse, anche se un ci diceva l’un l’artra, ci veniva a mente l’alluvione di varche anno fa, fatto sta che, finché un s’è un po’ carmato, ci cresceva ir boccone in bocca.
“Via! Ora mi pare piova un po’ meno!” Diceva lei speranzosa.
“Sì! – La ‘onfortavo io – Anch’a me mi pare che si sia un po’ allontanato. Bubbola sempre ma più in lontananza”. E via!
Quando s’era guasi finito di cenà. Ti sona ir telefono, quello di ‘asa, no ir telefonino, cor un numero 0586 e quarche cos’artro. Mi arzo, vado a prende ir cordless:
“Pronto!”
E dall’artra parte, la solita vocina registrata:
Comune di Livorno, Protezione Civile, Si avverte che nelle prossime ore saranno possibili piogge anche di forte intensità. Si consiglia di limitare gli spostamenti al minimo e di tenersi lontani dai corsi d’acqua!
Ar che m’affaccio ar terrazzo: pioviscolava, meno male!
Pioviscolava e dopo du’ minuti è smesso.
“Io mi credevo che ci domandassero come si stava, se ir temporale aveva fatto varche malanno – Ni dissi alla mi’ moglie dopo avè buttato giù – e ‘nvece hanno detto che piove!”
“Boia, de’! Hanno scoperto ir buo alla ‘onca! – M’ha risposto lei – Come se un si fosse boni di vedello da noi!”.
In pràtia, ci avevano avvisato vando tutto era finito; avevano chiuso la stalla quando i bovi erano digià scappati.
Facile telefonà alla gente quando c’è digià l’acqua che corre pelle strade; facile eh?
Un te ne indovinano una! L’artro giovedì chiamarono pell’allerta der giorno dopo, furono chiuse le scuole e fra poino dicevano d’un andà nemmeno a lavorà; e ir giorno dopo? Nemmeno una gocciola, nemmeno una pisciatina da un aeroprano, nemmeno un gabbiano colla sciorta, nemmeno un passerotto o una cinciallegra incontinente.
Allora, dìo io, che si mettano d’accordo: quando chiamano un succede mai nulla, quando un chiamano s’affoga e, per di più, ci pigliano anche per i fondelli a telefonacci quando ir peggio è passato!
Possibile che ner terzo millennio, un si sia in grado di sapè, anche appressappòo, di ‘he morte si deve morì, ner senso meteorològio der termine, magari con quarche ora d’anticipo?
E allora a questo punto una riflessione mi viene spontanea: ma un sarà che dopo ver popò di bailamme che è successo per corpa dell’urtima alluvione, quarcuno – che sia Comune o Protezione Civile, un cambia nulla – un si voglia parà ir culo casomai dovesse risuccède un’antra vorta? E per questo che ci chiamano a casa ogni vorta che vedono un nuvolone che oscura la Gorgona?
Pellamordiddio, ben vengano le telefonate pell’allerta meteo, anche quelle che un servano a nulla, della serie: meglio avé paura che toccanne! Però, date retta a me, magari evitatevi la presa in giro di telefonà quando ormai è tutto finito, sennò v’attaccano ir ciottolo!
La Triglia, 12 ottobre 2020
 

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